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Manifesto del NG:


Il gruppo dovrà trattare di tutto ciò che riguarda le tastiere elettroniche e i sintetizzatori musicali di varie marche e modelli. Sarà possibile discutere sui nuovi modelli usciti, sulle svariate e nascoste funzioni delle tastiere, su expanders e anche sugli utilissimi programmi per comporre musica utilizzando il collegamento via MIDI tra tastiere elettroniche e computers.

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FAQ

1) Cosa sono le FAQ? 2) Quale tastiera e' piu' adatta alle mie esigenze?

3) Come verifico le condizioni di una tastiera usata?

4) Vorrei comprarmi una masterkeyboard... 5) Quale tastiera portatile? 6) Cos'è un Soft Synth? 7) Cos'è il MIDI?

8) Quali sono i principali tipi di sintesi?

9) Ma il synth emula gli strumenti reali? 10) Come collego la tastiera al PC? 11) Cerco libri/metodi sulla creazione di suoni 12) Cerco libri/metodi per iniziare a suonare la tastiera

13) Cerco libri/metodi sulla programmazione MIDI 14) Quali riviste parlano di tastiere? 15) Dove posso trovare suoni/patch/programmi per la mia tastiera? 16) Vorrei ascoltare le "leggende della tastiera"; da chi inizio?

Appendice A) Glossario dei termini tecnici più usati Appendice B) LINKS Appendice C) Norme base sull'uso dei NewsGroup

Appendice D) Quegli strani simboli



1) Cosa sono le FAQ?

FAQ, o meglio, F.A.Q. sta per Frequently Asked Question, ovvero le domande più frequentemente poste su questo NG. Le FAQ sono state fatte per rispondere alle esigenze più comuni dei frequentatori di questo NG dove sono postate ogni 15 giorni. Scopo di questa FAQ è anche di dare una "base comune" da cui far partire ogni discussione sul NewsGroup. Se volete aggiungere qualcosa, contestare qualche risposta, o semplicemente dire la vostra al riguardo, non dovete fare altro che rispondere a questo post e sarete sicuramente presi in considerazione.


2) Quale tastiera e' piu' adatta alle mie esigenze?

2a) Arranger

Se ti serve un prodotto che offra, mentre suoni, un accompagnamento, allora questo potrebbe essere il prodotto giusto per te. A seconda del modello (e del prezzo), un arranger può offrire varie aggiunte, oltre all'orchestra che ti accompagna. Innanzitutto un composer (o recorder) per creare degli accompagnamenti personalizzati (generalmente chiamati "Styles") . Puoi trovare anche un sequencer per crearti delle composizioni complete (e qui si definiscono "Workstation Arranger"), un piccolo editor per modificare qualche parametro dei suoni e un'amplificazione interna che ti consente un minimo di indipendenza. Nei modelli più recenti, puoi trovare anche degli ingressi per microfono e degli effetti dedicati alla voce, eventuali Hard Disk per immagazzinare un maggior numero di dati da portarti dietro e la compatibilità con lo Standard General Midi (per caricare Basi Midifile compatibili) ed il formato Karaoke (che ti consente di visualizzare il testo delle basi sul display della tastiera). In modelli di fascia alta, si può trovare anche un modulo di campionamento che consente di aumentare le capacità timbriche della tastiera, inserendo dei suoni personalizzati o scaricati da librerie esistenti; oppure di creare degli styles con campionamenti per es. vocali.

I parametri fondamentali da valutare prima dell'acquisto di un arranger sono quindi: - Possiblita' di personalizzazione degli sstyles - Eventuale presenza di un sequencer - Possiblita' di editing dei suoni - Presenza di ingressi audio - Presenza di hard disk interni o di Zip - Eventuali capacita' di campionamento

2b) Sintetizzatore

Il sintetizzatore è una macchina che può creare suoni (o rumori) tramite una circuitazione elettrica, elettronica o digitale. La sintesi è la possibilità di creare dei suoni partendo da una forma d'onda sommando, sottraendo... fino ad ottenere un timbro completo. Dopo un certo periodo di eclisse (colpa anche dei gusti del pubblico), da qualche anno vivono di nuova linfa grazie anche a nuovi tipi di sintesi come, ad esempio, quella a modelli fisici. Valutando un synth bisogna anche mettere in conto il discorso polifonia, ovvero quante note si riescono ad eseguire contemporaneamente. A seconda di quanto la sintesi "consuma" a livello di calcolo nella macchina, la polifonia può essere limitata a poche note. Oppure ampliata con schede aggiuntive. Sulla scelta al momento dell'acquisto, conta molto il tuo gusto personale, ascoltando lo strumento. Puoi trovare synth che emulano strumenti vintage (modelli fisici appunto), oppure modelli che combinano campionamenti alla sintesi, modelli in sintesi additiva / sottrattiva, modelli in sintesi FM, in sintesi vettoriale, ecc..ecc.... Normalmente un synth offre diversi controlli in tempo reale per editare e modificare i suoni anche durante un'esecuzione. I timbri editati (o creati ex novo) possono a volte essere salvati su Floppy Disk oppure su Card.

I parametri fondamentali da valutare prima dell'acquisto di un sintetizzatore sono quindi: - Tipi di sintesi messi a disposizione - Polifonia - Quantita' e tipo dei controlli "in tempoo reale"

2c) Workstation

Come dice la parola stessa, sono praticamente delle piccole stazioni di lavoro che consentono di creare un brano completo sfruttando esclusivamente i suoni provenienti della tastiera. Di solito offrono un supporto su Floppy disk (per registrare le proprie composizioni) e, in qualche tastiera di fascia alta, supporti un po' più capienti come ad es. gli Zip. Supportano, la maggior parte delle volte, lo Standard GM , per una piena compatibilità con le basi Midifile in commercio. Ci sono modelli che, oltre a una piccola sezione di sintesi o ai banchi suoni già preparati dalla Casa, offrono una sezione di campionamento per aggiungere alle tue composizioni eventuali Loop o parti registrate. Certi modelli possono prevedere espansioni di memoria per aumentare (tramite Card o campionamenti), le capacità timbriche dello strumento. In altri casi, si possono trovare degli slot per inserire schede ed ampliare le capacità di sintesi dello strumento.

I parametri fondamentali da valutare prima dell'acquisto di una workstation sono quindi: - Compatibilita' General Midi - Capacita' del sequencer - Possiblita' di editing dei suoni - Possiblita' di espansione - Eventuali caratteristiche di master keybboard

2d) Piano digitale

Molto utile quando si desidera suonare in casa senza disturbare il vicinato! Scherzi a parte, molti cercano ultimamente un buon suono di piano senza tanti "fronzoli" (o accessori inutili) Oggi si può avere un piano digitale con un'ottima riproduzione di pianoforte. L'unico limite è il gusto personale....(In pratica, conviene ascoltarli per capire quale suono ci aggrada di più e, possibilmente, testare il più a lungo possibile la tastiera per capire se fa al caso nostro come tocco.) Si possono trovare con amplificazione interna (adatti appunto, ad un uso casalingo), oppure denominati "Stage Piano". (In pratica, una variante senza amplificazione e mobile, adatta per il trasporto ed un uso dal vivo.)

I parametri fondamentali da valutare prima dell'acquisto di un piano digitale sono quindi: - Il suono - La tastiera - Eventuale peso ingombro nel caso di stagge piano

2e) In tutti i casi

Ci sono altri modelli di tastiere....(ad es. le Master Keyboard, oppure quelle a tracolla....) Per questi modelli ti invito a leggere le successive FAQ, dove, forse, troverai notizie interessanti.

Inoltre ricorda: vale sempre il discorso di provare approfonditamente uno strumento prima di acquistarlo!

Musicland e Gerolamo


3) Come verifico le condizioni di una tastiera usata?

Quando si acquista una tastiera usata e sempre bene assicurarsi dell'integrità di ciò che si sta comprando. Per questo proponiamo una serie di cose da fare prima dell'acquisto:

3a) Tastiere digitali

- Accendi la tastiera - Verifica gli output a vari volumi. Veriffica che, a massimo volume

- Utilizzando un preset (in questo caso seensibile alla dinamica)

- Se è presente qualcosa di alfanumerico ((display o simili), verifica

- Verifica il corretto funzionamento di tuutti gli switch e di tutti i

- Fai una carrellata dei preset disponibilli e, se esiste la

- Fai un rapido test midi. Portati dietro se puoi almeno un piccolo

- Spegni e riaccendi la macchina diverse vvolte, con qualche secondo

- A questo punto la tastiera sarà stata acccesa una mezz'ora buona,

- Verifica la solidità dell'assemblaggio: soprattutto se la struttura

- Non è mai possibile ma... dacci un'occhiiata dentro.

Queste sono cose scontate, altre dipendono dal particolare tipo di tastiera, come verificare il funzionamento di eventuali altri controller, floppy, hard disk, connessioni con l'esterno, ecc...

3b) Tastiere analogiche

E' importante notare che, nei vecchi synth analogici, il fatto che questi si accendano e suonino non è affatto garanzia che siano integri in ogni loro parte. Infatti, poiché il segnale viene modificato successivamente da diversi circuiti in catena (semplificando), anche se uno o più di questi componenti non funzionano, solo in alcuni casi il synth non produrrà alcun suono. Questo è particolarmente rilevante nel caso dei synth polifonici, che in effetti contengono fisicamente più moduli monofonici, per questo motivo se in un synth a 8 voci non dovesse funzionare, ad esempio, la sesta voce (del tutto o in parte), a seconda della modalità di assegnazione delle voci potrebbe essere impossibile accorgersi del difetto suonando semplicemente accordi di quattro o cinque note. Il principio da seguire è semplice: considerare comunque lo strumento come composto da più MODULI, quindi procedere alla verifica dei medesimi uno per uno (Con degli artifizi).

Innanzi tutto è importante reperire tutte le informazioni disponibili sul synth che si deve visionare. E' indispensabile avere una conoscenza minima di caratteristiche tecniche quali: numero degli oscillatori per voce, numero delle voci, numero e tipo dei filtri, numero e caratteristiche degli inviluppi e degli LFO. E' molto utile avere familiarità con il layout (la disposizione dei comandi) del synth; vedere qualche immagine fa risparmiare un sacco di tempo utile.

Ecco quindi alcuni test base per verificare il corretto funzionamento di tutti i moduli:

Verifica degli oscillatori. Predisporre quello che si può considerare il suono base: - filtro cutoff completamente aperto - resonance a zero - filtro e VCA completamente controllati dda un ADSR così disposto

- nessun altro modulatore attivo. In questo modo si dovrebbero sentire le forme d'onda degli oscillatori così come sono. Se gli oscillatori sono due o più selezionarne uno per volta e passare in rassegna le diverse forme d'onda disponibili per ogni VCO. E' normale che le forme d'onda triangolari e sinusoidali vengano avvertite come a un volume più basso rispetto a square pulse o saw.

Tenendo un tasto premuto, il suono deve essere continuo e costante, senza alterazioni armoniche o di intonazione o di volume rilevanti (tuttavia un poco ci devono solleticare l'orecchio, altrimenti perché staremmo qui a parlare di analogico??). Se non è così, verificate di aver effettivamente programmato la patch come sopra detto, con nessun modificatore attivo.

Verificare quindi l'intonazione su tutta la tastiera: il do più basso e quello più alto devono essere entrambi intonati. Verificare l'intonazione ad orecchio di una scala cromatica.

Questi test sono finalizzati soprattutto a verificare che l'oscillatore risponda correttamente al cv che riceve dalla tastiera, eventuali anomalie potrebbero comunque derivare dalla tastiera stessa.

Agire quindi sulle manopole (o sliders o switch) che regolano il pitch (accordatura), coarse e fine. L'oscillatore deve suonare bene ed essere intonato (praticamente il test di prima) sia sulle frequenze più basse che su quelle più alte.

Verifica dei filtro (passa-basso): Partendo dalla patch di base, tenere una nota premuta e agire sul controllo del cutoff del filtro: si deve sentire passare dal suono arrabbiato dell'oscillatore (messo su saw o square) a un suono progressivamente più dolce per arrivare alla pura fondamentale (in pratica un'onda sinusoidale, simile al suono di flauto) ed infine al silenzio. Tenendo il cutoff in una posizione intermedia, alzare il livello di resonance. Il suono apparirà progressivamente più brillante fino a sentire (se il filtro è auto oscillante) il sovrapporsi di un suono simile a un fischio sull'impostazione massima. In alcuni filtri le impostazioni massime di resonance producono un effetto simile ad una distorsione. Ovviamente questi sono gli effetti che ci si aspetta da un filtro lowpass (passa-basso), ma potremmo incontrare filtri bandpass, hipass o multimode (un filtro con tutte queste modalità).

Enrico Campus (kripto)


4) Vorrei comprarmi una masterkeyboard

La Master Keyboard è una tastiera votata esclusivamente alla trasmissione e alla gestione dei dati MIDI, senza alcun generatore sonoro incorporato (in verità alcune possiedono delle schede di espansione installabili). Consentono di controllare un certo numero di expander, suonandoli dalla master keyboard stessa. E' possibile così dilazionare nel tempo la spesa per il proprio setup e aggiornare i moduli sonori mantenendo la stessa tastiera di controllo. Ci sono modelli progettati per un utilizzo col computer per programmare MIDI file, come altri più costosi adatti all'uso dal vivo.

I parametri da considerare per la scelta della propria master sono:

- La tastiera: va delle 3-4 ottave a pesaatura leggera fino agli

- Il numero di canali MIDI indipendenti ggestibili, e quindi il numero

- Il numero di zone in cui è possibile diividere la tastiera, che

- I controlli disponibili: le rotelle (o il "timone") per Pitch Bend

- Il numero di configurazioni memorizzabiili e la possibilità di

- La possibilità di memorizzare concatenaamenti (chain) di

- Il numero e la gestione dei MIDI IN (fuunzioni di patch bay, ovvero

- L'interfaccia utente: quella delle mastter più sofisticate deve

- La possibilità di aggiornare il sistemaa operativo per inserire

- La possibilità di inserire schede di esspansione con generatore

Alessandro Zabatta


5) Quale tastiera portatile?

- La piu' diffusa e' probabilmente la Rolaand AX1:

- Roland AX-7: come la ax1, ma con nuovo ddesign, 128 patch,

- Yamaha KX5: Mini master Keyboard, 3 ottaave di minitasti,

- Yamaha DX100: Orientato più al Sinth chee al discorso master,

- Korg Poly800: Synth polifonico a 8 note con tastiera di 4 ottave.

- Roland SH100: Tastiera a tracolla "vintaage". Prevedeva l'aggancio

- Kaway KC10 (Spectra): 5 ottave, dinamicaa molto ben implementata,

Musicland, Gerolamo, Steeve & Sandro Binetti


6) Cos'è un Soft Synth?

Un sintetizzatore software e` un programma che consente di utilizzare un PC provvisto di uscita AUDIO come un "comune" sintetizzatore. Per comprendere il principio di funzionamento di un soft synth occorre analizzare come, da un punto di vista architetturale, funziona un sintetizzatore hardware digitale. L'elettronica digitale degli ultimi vent'anni si basa su di un principio di massima, comunemente accettato e praticato dai produttori di apparecchiature elettroniche: la modularizzazione (object orientation). Tale schema concettuale consiste nel generalizzare le attivita` di base di un apparato elettronico, costruire dei microprocessori che realizzino tali funzionalita`, scrivere la logica di comportamento su dispositivi di memoria programmabili (EEPROM), aggiungere periferiche di lavoro specifiche (la tastiera, la porta MIDI, il convertitore D/A, il display LCD, ecc...). Da questo punto di vista si puo`, senza grossa esagerazione, affermare che, nella sostanza, tutti gli apparati elettronici si equivalgono sotto il profilo architetturale, dal microonde, all'antifurto dell'auto, alla playstation, al PC ed al sintetizzatore. I soft synth, partendo da questo principio, sono costituiti da moduli che, a vari stadi, realizzano l'emulazione software dell' hardware dedicato dei sintetizzatori, per cio` che riguarda wavetable, oscillatori, DSP, interfaccia utente; ogni modulo e` associato ad un thread del sistema operativo (ad esempio, ad ogni oscillatore e associato un thread). Cio consente di indicare, a priori, la velocita complessiva del sistema (cioe la velocita con la quale il PC ed il SO riescono a gestire piu threads contemporanei) quale unico vero limite a parametri caratteristici quali la polifonia, il numero max di timbri contemporanei, il numero di effetti e la loro qualita`. Solitamente, almeno fino a qualche anno fa (vd. la serie VSC di Roland), tali prodotti erano essenzialmente strumenti di prototyping, mediante i quali sottoporre a test pre-produzione i synth e gli expander. Oggi, costituiscono una buona alternativa amatoriale e low-cost a molti synth in commercio. Alcuni esistono solo in versione software (vd Gigasampler, Reality, Waz e compagni) e si propongono come ottimi strumenti di ricerca e di didattica nel campo del sound engineering. Un soft synth spesso emula (o pretende di emulare) un synth hardware, riprendendone la tecnica di sintesi e, in certi casi, tentando di ricostruire il comportamento del modello originale.

Sandro Binetti + LucA


7) Cos'è il MIDI?

MIDI e` l'acronimo di Musical Instrument Digital Interface, interfaccia digitale per l'intercambio dati e controlli fra strumenti musicali. E' una _convenzione_ (standard di comunicazione) accolta da _tutti_ i produttori di strumenti musicali che consente il dialogo (trasmissione bidirezionale) di informazioni fra strumenti differenti. Il MIDI nasce nel 1981 su proposta dei titolari della "Sequential Circuit" (mitica mamma della serie Prophet) e viene accolto nel 1982 dai quattro leaders del settore (Roland, Korg, Yamaha, Kawai)... il primo synth dotato di porte midi fu il PROPHET 600.

Significato e Principi: Il midi è un "linguaggio binario" che assegna a determinate locazioni un significato _univoco_ che deve essere accettato dalle aziende produttrici che vogliano definire come MIDI i propri articoli. I parametri fondamentali del linguaggio MIDI sono: a) definizioni UNIVERSALI (identificazione del timbro, volume, panpot, espressione, vibrato, chorus, nota, ottava, durata, pitch wheel, ...) b) definizioni SPECIFICHE (istruzioni di modifica riconosciute da ogni singolo strumento ma ININFLUENTI per gli altri)... detti SYS-EX, ovvero

Queste due categorie consentono di avere strumenti che dialogano ma che non perdono la propria identità e versatilità. Un file MIDI è una sorta di "spartito elettronico" che può essere letto "genericamente" da qualsiasi strumento aderente alla convenzione... ma che esprimerà TUTTI i suoi contenuti SOLAMENTE con gli strumenti per i quali è stato realizzato.

7a): che vantaggi puo` ricevere un tastierista dall'uso del MIDI?

Il mondo delle tastiere e quello che, piu di ogni altro, beneficia del protocollo MIDI. Attraverso il MIDI e` possibile pilotare, da una tastiera, i suoni di un'altra tastiera o modulo, cambiarne il programma, modificarne gli effetti e intervenire sui parametri di sintesi.

7b) Che sono i canali MIDI?

Le connessioni MIDI consentono di costruire veri e propri network di tastiere, moduli, effetti, che interagiscono vicendevolmente attraverso le proprie porte MIDI IN OUT THRU. Questa rete di tastiere e` del tutto simile alle reti di computers (tipo quelle con protocollo ARP delle reti ethernet, o quelle basate su TCP/IP). I messaggi midi in uscita dalla porta OUT di uno strumento MIDI contengono l' "indirizzo di rete" (cioe` il canale MIDI) dei dispositivi preposti a gestirlo. Una tastiera che trasmette sul canale MIDI 3 all'interno di un network MIDI, potra` pilotare tutte e solo le tastiere (o moduli) che sono in "ascolto" su quel canale. Tutti i moduli o tastiere che non sono "agganciati" al canale MIDI 3 ignoreranno tali messaggi. In realta il MIDI e un protocollo di rete che lavora in "broadcasting", con uno (o piu`) strumenti MASTER che mandano i messaggi in broadcast sulla rete, uno o piu` strumenti SLAVE che gestiscono tali messaggi, ed altri che li ignorano.

7c) come si usano le porte MIDI IN, OUT e THRU?

La porta MIDI OUT e` quella dalla quale i messaggi midi vengono generati da uno strumento MASTER, ed indirizzati ad uno strumento SLAVE. Uno strumento SLAVE che deve essere pilotato da un altro ricevera` i messaggi MIDI sulla propria porta MIDI IN. La porta MIDI THRU e` una porta che consente il reinstradamento nel network dei messaggi MIDI presenti sulla porta MIDI IN. Supponiamo di voler collegare ad una master keyboard due moduli, uno in ascolto sul can MIDI 1, l'altro sul 2. Una semplice configurazione di rete prevedrebbe di collegare la porta MIDI OUT della master keyboard alla porta MIDI IN di un modulo, e di collegare la porta MIDI IN del secondo modulo alla porta MIDI THRU del primo. I messaggi in broadcast uscenti dalla master keyboard entreranno nel MIDI IN del primo modulo e verranno reinoltrati (re-routed) sulla porta THRU di questo, e messi a disposizione del secondo modulo. Attenzione: sulla porta MIDI OUT sono presenti i soli messaggi gestiti dallo strumento; nell'esempio in questione, sulla porta MIDI OUT del primo modulo sono presenti i soli messaggi gestiti da questo, cioe` i soli messaggi del canale 1. Pertanto, collegando il secondo modulo alla porta MIDI OUT, anziche` a quella MIDI THRU, questo non suonerebbe affatto, perche` riceverebbe solo messaggi per il canale MIDI 1!

7d) Devo usare la porta MIDI OUT o quella THRU?

Se il layer usa un solo canale, ad esempio il canale MIDI 1, puo` porsi un ambiguita` sull'uso della porta OUT o di quella THRU. In effetti, la porta OUT ripropone i messaggi GESTITI dallo strumento. Supponi che il secondo strumento gestisca l'after touch polifonico, ed il primo solo quello di canale: allora il secondo strumento, se collegato alla porta MIDI OUT del primo, riceverebbe l'informazione di after touch di canale, anche se dalla master keyboard esce quella di after touch polifonico! Pertanto, anche per i layer su di un solo canale, e` conveniente utilizzare la porta THRU, per essere certi di far pervenire, senza alterazioni, i giusti messaggi MIDI a tutti gli strumenti.

7e) La mia tastiera non e` dotata di porta MIDI THRU. Che fare?

Solitamente le tastiere o moduli che non siano dotate di porta MIDI THRU consentono, attraverso il firmware dello strumento, di reindirizzare ogni segnale presente sul MIDI IN sulla porta MIDI OUT, realizzando di fatto una porta unica OUT THRU. In caso contrario occorre posizionare in coda al network tale strumento, o dotarsi dì una THRU BOX. Mai usare una "T" autocostruita! Infatti il carico sulle porte diviene eccessivo e le porte potrebbero riconoscere dei segnali falsi.

7f) Cos'e` il MIDI IMPLEMENTATION CHART?

E` una tabella, a corredo di qualunque strumento MIDI, che esprime, in modo visivamente chiaro e dettagliato, quali sono i messaggi MIDI che lo strumento riconosce sulla porta MIDI IN (se utilizzato come slave) e che trasmette sulla porta MIDI OUT (se utilizzato come master). Tale tabella ha un formato standard, cosi` da semplificare al massimo un raffronto fra le implementazioni MIDI di due strumenti che devono interagire.

7g) Cos'e` l'Active Sensing?

L'Active Sensing e` un messaggio MIDI appartenente alla "famiglia" di messaggi real-time. Quando e` abilitato, abbiamo la tastiera master e quella slave costantemente in comunicazione, anche nei momenti di inattivita`. In questo modo i due strumenti possono sempre *sapere* di essere correttamente collegati, anche quando non c'e attivita sulle porte MIDI. Nei momenti di assoluta inattivita` la tastiera master invia la stringa "FE" sulla porta MIDI OUT ogni 0.3 secondi (in realta` un po' meno). La tastiera slave, trascorsi 0.3 secondi di inattivita (in realta un po' di piu`) sulla sua porta MIDI IN, effettua un "all_note_off", chiudendo le eventuali note attive in quel momento. In pratica, quando l'active sensing e` abilitato, entro 0.3 secondi lo strumento slave deve ricevere qualche messaggio midi sulla sua porta MIDI IN, senno` blocca le note attive.

7h) Dove posso trovare ulteriori informazioni sul MIDI?

Esiste un newsgroup italiano sul mondo del MIDI: it.comp.musica.midi dal quale sono state tratte le FAQ che potrai trovare allURL: http://web.tiscalinet.it/enterprise_videotext/itamidi/faq/faq_web.htm

A=?MidiMan & Sandro Binetti


8) Quali sono i principali tipi di sintesi?

I synth si dividono grosso modo in due categorie: analogici e digitali. I primi utilizzano dei circuiti che lavorano sulle tensioni, i secondi invece solo sui numeri e calcoli che vengono poi tradotti in suono da un convertitore D/A.

8a) Gli analogici

Gli analogici utilizzano in gran parte la sintesi sottrattiva, cioè un filtro sempre analogico che nella maggior parte dei casi taglia le frequenza superiori (filtro passabassi o LPF da Low Pass Filter) a un punto detto cutoff e che può enfatizzare la frequenza di taglio con la risonanza. Questa è la sintesi sottrattiva che, essendo un concetto e non una tecnologia, può essere applicato anche ai synth digitali. Dire analogico non significa dire solo sintesi sottrattiva perchè gli analogici più evoluti e i modulari possono produrre anche suoni in modulazione di frequenza, modulazione d'ampiezza e sincronizzare il ciclo della forma d'onda di un oscillatore con quello di un altro. Nei modulari poi hai la possibilità di fare quasi tutto quello che vuoi. Di nuovo queste non sono tecnologie ma concetti e infatti modulazione di frequenza, sync e (in parte) modulazione d'ampiezza possono essere fatti anche (e soprattutto) su synth digitali. Tipico dei synth analogici sono i controlli in tempo reale dei parametri attraverso manopole, interruttori e switch. Sui primi modelli i controlli erano anch'essi analogici, dal Prophet 5 in poi è stato messo un microprocessore che si incaricava di convertire il valore del controllo in dati da memorizzare per creare memorie di patch. Quindi il fatto che ci siano manopole e cursori non indica a priori se si tratti di un synth analogico o digitale. Per informazione oggi tutti i controlli in tempo reale, compresi quelli dei synth analogici più moderni, sono sotto gestione di un microprocessore che permette di salvarne la posizione per memorizzare la patch.

8b) Le tecniche di sintesi

Ricordando che alcune tecniche di sintesi possono essere utilizzate sia da synth analogici e che digitali, queste di seguito sono le più frequenti

- Wavetable: vengono memorizzati dei campiioni in ROM che vengono poi "letti" dal sintetizzatore riproducendo il campione. E' tipico di tutte le workstation e di moltissimi synth digitali. Non è ovviamente una tecnica adattabile all'analogico dove la forma d'onda è prodotta da un oscillatore controllato in tensione. Quando si può modificare il punto di partenza della wavetable e scansire le forme d'onda memorizzate attraverso una sorgenti di modulazione, si ha il caso della serie Microwave di Waldorf ripreso dal PPG Wave. Tale tecnica è stata impiegata anche su Korg Wavestation, Ensoniq Fizmo, Ensoniq serie VFX/SD/TS

- Sintesi sottrattiva: come detto c'è un ffiltro per tagliare frequenze. Quando le frequenze sono in gamma alta si parla di un filtro passabasso (LPF), quando sono nella gamma inferiore il filtro è un passa alti (HPF), quando sono combinati LPF e HPF si arriva al Band Pass Filter che ha due cutoff, uno per le frequenze superiori e uno per quelle inferiori. La versione classica è un filtro, analogico o digitale, passabasso.

- Sintesi additiva: poichè un suono può esssere scomposto in un determinato numero di armoniche secondo il teorema di Fourier, sarebbe possibile ricomporlo sommando diverse armoniche a livelli differenti. Tipico di Kawai serie K5 e K5000, Kurzweil K150 e K150 FS non rintracciabile in Italia, ma anche del DX7. Il concetto di sintesi additiva è generalizzabile anche su tutti i synth con più di un oscillatore: basta usarne due con forme d'onda diverse per avere una rudimentale sintesi additiva.

- Sintesi FM: il principio si basa sulla mmodulazione delle frequenza di un oscillatore usandone un altro con frequenza in campo audio. Usato su tutta la gamma DX, SY77/99/TG77, SY22/TG33, FS1R di Yamaha, ma possibile anche su synth analogici come modulari, Oberheim Matrix 12 e Studio Electronics Omega 8

- Sintesi a distorsione di fase o con waveeshaping: La sintesi in distorsione non lineare o waveshaping ha come principio il passaggio di una forma d'onda X in un distorsore inteso come funzione matematica. Il caso più semplice è un oscillatore con forma d'onda sinusoidale i cui singoli punti che la descrivono vengono elaborati da una shaping function (o transform function) che da origine a un nuovo segnale audio. I due parametri critici per stabilire il tipo di waveshaping sono:

Se la funzione matematica è un'equazione lineare come una retta allora il segnale originale e quello d'uscita sono identici e non si verifica nessuna distorsione. In ogni altro caso si ottiene una distorsione sul segnale d'ingresso che dipenderà direttamente dalla funzione. Nel momento in cui la funzione distorcente elabora un segnale, diventa di fondamentale importanza anche l'inviluppo d'ampiezza del segnale originale, per cui per pari punti si ottiene un risultato diverso secondo l'ampiezza con il corollario che ne segue (omissis). Attualmente sono accettati come esempi:

Più nel concreto gli unici due synth riconosciuti impiegare un qualche modello di distorsione non lineare sono Korg serie 01W, con un modulo waveshaping piuttosto spartano, e la distorsione di fase (PD) inventata da Casio per i synth CZ e VZ (iPD), questi ultimi con possibilità maggiori di modulazione. Se di Korg non si conoscono bene le funzioni che ha adottato, di Casio sappiamo che ha applicato la modifica della fase della funzione che controlla la velocità di scan della wavetable che contiene una sinusoide. Se non si interviene sulla fase, la funzione è una semplice retta che lascia il segnale alterato, viceversa si ottiene una retta spezzata con angolo programmabile che porta alla distorsione del segnale (alias velocità di scan alterata) fino a trasformare la sinusoide in una quasi dente di sega. E' da sottolineare che la distorsione non lineare è poco dispendiosa per la CPU ed è uno dei sistemi più efficaci per stravolgere un suono in dominio digitale. Non esiste la controparte analogica (e come potrebbe?)

- Sintesi a modelli fisici: inizialmente cconcepita per emulare strumenti acustici, secondo il concetto che il suono viene sintetizzato secondo il comportamento dell'esecutore, è stata impiegata da Yamaha sulla serie VL. Versioni a minore potenza per gli strumenti acustici si trovano su Korg Prophecy e Z1, Yamaha EX5 e nelle schede che utilizzano SondiusXG. I modelli fisici non sono una vera e propria tecnica, ma piuttosto il tentativo di descrivere con algoritmi il comportamento e la struttura di qualsiasi cosa esistente sulla faccia della terra, considerando il più possibile le variabili in gioco e cercando di avvicinarsi come risultato alle condizioni reali. Altra applicazione dei modelli fisici è l'emulazione dei synth analogici in sottrattiva, tramite algoritmi e CPU più o meno potenti, e si trova sui prodotti Clavia, Waldorf serie Microwave II e Q, Roland JP8000, Korg Prophecy/Z1/MS2000, Yamaha AN1x, Access serie Virus, synth Novation (escluso ?BassStation), Oberheim OB12

Naturalmente questa è una semplificazione piuttosto sommaria e non prende in considerazione la possibilità che un synth utilizzi più tecniche di sintesi combinate tra loro come per Kurzweil per esempio.

LucA


9) Ma il synth emula gli strumenti reali?

La storia del synth è iniziata per imitare gli strumenti reali. L'introduzione del synth al grande pubblico è avvenuta con Carlos e Switched On Bach che fin dall'inizio era stato studiato per imitare un'orchestra sinfonica. Lo stesso Moog si rese conto del potenziale del synth dopo aver ascoltato, estasiato, il risultato del lavoro dei coniugi Carlos. Se il grande pubblico vide il loro lavoro come un traguardo tecnologico per emulare gli strumenti reali, solo pochissimi musicisti furono in grado di intuire l'unicità del synth. Tant'è che all'epoca di Switched On Bach ci fu una rivolta di musicisti classici che temevano per il loro lavoro! Tutta la storia dell'analogico classico è cosparsa di annunci pubblicitari per i migliori ottoni, archi, clavinet etc etc. Se sai programmare molto bene un analogico, conosci le frequenze libere del mix, hai una idea precisa di quello che stai facendo, è possibile riuscire ad imitare con un analogico alcuni timbri, che da soli non assomigliano affatto al modello acustico. Il successo del DX7 si deve proprio alle sue capacità emulative, con string, chitarre etc etc mai così fedeli all'originale rispetto agli analogici. Lo stesso accadde al D50 e all'incredibile M1 di Korg che ruppe definitivamente l'epoca dei suoni che non assomigliano all'originale. Contemporaneamente la qualità dei campionatori cresceva per meglio simulare strumenti acustici. L'ultimo colpo di grazia alla ricerca estenuante dell'imitazione a tutti i costi si deve al VL di Yamaha che, per i professionisti, ha coinciso con una crisi di identità molto importante. Da quel momento, grazie anche alla dance, il synth si è riappropriato di una sua classicità che non gli era mai stata riconosciuta dal grande pubblico, con conseguente esplosione del fenomeno vintage. Il professionista attento, invece, ha sempre saputo che il synth andava usato per quello che faceva e non per imitare altri strumenti. Quelli che lo hanno usato come fonte sonora autonoma sono stati pochi, rispetto alla grande produzione di dischi, e ancor meno il pubblico che apprezzava i synth per il loro suono. Da una parte ci sono le masse che cercavano l'imitazione per fare i propri provini e che muovono il mercato, dall'altra pochissimi capirono subito l'unicità del synth. Oggi, visto che il mercato è dominato in Europa dalla dance, il synth imita sè stesso a favore delle masse... e convive felice con il resto dei ROMpler

LucA


10) Come collego la tastiera al PC?

Per collegare la tastiera al PC serve innanzitutto una interfaccia MIDI. Questa puo' essere una interfaccia dedicata o essere integrata all'interno di altre schede. Se si tratta di un'interfaccia dedicata, generalmente non si dovrebbero avere problemi: basta inserire la scheda / collegare l'interfaccia via cavo al PC e seguire le istruzioni per l'installazione dei driver. Infine collegare, con un normale cavo MIDI, l' IN della scheda all' OUT della tastiera e viceversa. Un problema diverso potrebbe essere l'utilizzo di interfacce MIDI integrate su schede audio economiche (come le normali Sound Blaster e compatibili) o su scheda madre. In questo caso, infatti, la presa MIDI sul PC si trova in corrispondenza della presa joystick sulla scheda audio / scheda madre. E' necessario quindi l'acquisto di un cavetto apposta che abbia a un capo una presa per la porta joystick e dall'altro le 2 prese MIDI IN e MIDI OUT. Questo cavo si puo' normalmente reperire presso i normali rivenditori di PC e la maggior parte dei negozi di strumenti musicali. Una volta in possesso di questo cavo lo si potra' collegare tra PC e tastiera e lanciare il proprio programma di sequencing MIDI (Cubase, Cakewalk, Logic, Pro Tools, Massiva solo per citarne alcuni...) o di gestione remota della tastiera (Sound Diver, ecc..) e selezionare come ingresso/uscita le porte MIDI della scheda audio. NOTA BENE: sul cavo generalmente fornito con la Sound Blaster, dalla parte della doppia estremita' da collegare dalla tastiera, vi sono le due scritte "MIDI IN" e "MIDI OUT" che si riferiscono al _lato PC_ E' quindi corretto collegare il cavo con la scritta "MIDI IN" nel MIDI OUT della tastiera e il cavo con la scritta "MIDI OUT" nel MIDI IN della tastiera.

Gerolamo


11) Cerco libri/metodi sulla creazione di suoni

- Tutta la teoria sulla sintesi sottrattivva e molto di più è perfettamente descritta nel manuale in formato pdf dell'Alesis Andromeda A6, gratis sul sito della Alesis

- Introduction to MIDI/Synhtesis di Mattehhw Nicholl 1993 Insieme di MIDI e di sintesi di base, per chi non sa proprio niente dell'uno e dell'altro

- The Secret of Analog e Digital Synthesiss di Steve De Furia 1988 Nonostante l'età è ancora un testo molto valido e pratico, ottimo per chi vuole approfondire l'analogico e l'FM. Da consigliare a chi già mastica qualcosa ma vorrebbe capirci di più.

- Sythesizer Basics da Keyboard 1988 Metà del libro raccoglie una serie di articoli che studiano i singoli componenti di un synth, l'altra riguarda gli aspetti dell'home recording. Molti aspetti sono teorici e c'è poca pratica, ma un buon testo per sviscerare alcuni concetti

- The Complete DX7II di Howard Massey 19877 La bibbia assoluta del DX7 e della programmazione in FM. Seguendo gli esempi passo dopo passo si diventa programmatori esperti in FM. 400 pagine di solo DX!! Introvabile

- Synthesis with Style di De Furia e Scaccciaferro 1989 con cassetta Una buona idea: programmare i timbri secondo lo strumento che si deve suonare e come eseguire la parte. In pratica però non è così realistico, e ancora meno la cassetta

- Synthesizers and Computers di Keyboard 11987 Poca sintesi e molto computer, compreso GM. Datato ma sempre con dei concetti validi

- Synthesis di H. Deutsch 1976 Si torna ai vecchi analogici e ai registratori a nastro con tanto di tecniche reverse. Non molto utile

- The Sampling Book di De Furia e Scacciafferro 1987 Nonostante la data è ancora possibile tirare fuori qualche trucchetto di programmazione e capire il perche' di certi problemi con il sampling.

- Analog Synthesis di Wizoo 1999 Godosissimo (!?!) libro con CD audio che spiega i principi e le tecniche impiegate sugli analogici, sui soft synth e sui neo analogici virtuali. Gli esempi sono realizzati con Multimoog, Oberheim OBXA e Clavia Nord Modular. Di certo potevano fare di meglio con i synth vintage ma gli esempi funziona a dovere. Da consigliare assolutamente se non capite niente di sintesi o di analogici (senza offesa)

- Computer Synthesis for the Electronic Muusician di E. Miranda 1998 con CD ROM Si va sul pesante con spiegazioni di computer music, algoritmi, esperimenti etc etc. Non piace a chi usa synth veri e a chi fa musica elettronica sul serio. Troppo complesso per i primi, troppo semplicistico per i secondi

- Sound Synthesis and Sampling, M. Russ, 11996 Per niente male, molta teoria ma anche tanti consigli pratici sulla sintesi. E' un libro aggiornato con molti riferimenti a synth hardware. Un buon acquisto

- Il sintetizzatore - giuda all'acquisto ee all'autocostruzione di Delton Horn Ed. Franco Muzzio & C. Editore Si tratta di un libretto di 235 pagine molto scorrevole, chiaro e interessante. Una rapida spiegazione sui componenti di un synth precede svariati capitoli dedicati ai mitici Moog, Arp, Oberheim, fino al DX7 Yamaha. La seconda parte è dedicata a Midi e Computer, ma, trattandosi di un testo degli anni 80, è ovviamente la parte meno interessante. La terza ed ultima parte invece introduce il lettore all'autocostruzione, di base, ma al tempo stesso completa. Se amate i synth d'epoca.

- A Synthesist's Guide to Acoustic Instrumments di H. Massey - 1987- Amsco. Spiega come ricreare strumenti acustici con varie tecniche di sintesi e campionamento. Molto bello, con allegato un vero "disco di plastica" a 33 giri.

LucA, Moog, Aldo Borgonovo & Steeve


12) Cerco libri/metodi per suonare la tastiera

Vi sono molti metodi per tastieristi e, piu' in generale, per chi vuole imparare a suonare. Premettendo che, probabilmente, la pratica e un buon maestro aiutano molto nell'apprendimento della musica, riportiamo qui un elenco non esaustivo dei metodi che possono essere utili a noi tastieristi e, piu' in generale, ai musicisti.

12a) Metodi per tastieristi

"Nunzio Rossi - Tastierista autodidatta in 22 lezioni " ED.Carisch

"Nunzio Rossi - Metodo per tastiera" ED.Carisch

"Nunzio Rossi - Tastierista Professionista" ED.Carisch

"Silvio Marchesi - Metodo per l'autodidatta della tastiera" ED.Ricordi

"Remo Vinciguerra - Tastierissima Metodo facile per tastiera in stile moderno." ED.Curci

"Franco Panasci - Metodo completo per il tastierista (2 Volumi)" ED.Carisch

"Salvatore Curatolo - Metodo moderno per piano e Keyboards" ED.Curatolo

"Enrico Tomat - Rapido, Metodo per tastiera" ED.Carisch Warner Bros.

"Mark Hopkins - Tastierista in 24 ore" ED.Carisch

"Silvio Marchesi - Come costruire gli accordi" (2 volumi) ED.Carisch

"Giorgio Gaslini - Tecnica e arte del jazz" ED.Ricordi

"Nino de Rose - Piano Jazz" ED.Melodi Milano

"Hanon - Il pianista virtuoso" ED.Ricordi

"Tausig - Esercizi Giornalieri" ED.Ricordi

"Czerny - l'arte di rendere agili le dita" ED.Ricordi

12b) Metodi per il musicista

"Cipelli / Zanchi - Corso di educazione all'orecchio musicale volume 1 (ritmica) e volume 2 (intervalli)" ED.Carisch Warner Bros

"Massimo Colombo - Suonare Comporre" ED.Carisch Warner Bros

"R. Dionisi - Lezioni di armonia complementare" ED.Curci

"N. Rimsky Korsakow - Trattato pratico di armonia" ED.Sonzogno

"De Sanctis - La polifonia nell'arte moderna" ED.Ricordi

"Gordon Delamont - Tecnica Moderna di Armonia, volumi I e II" ED.Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica

"Gordon Delamont - Tecnica Moderna di Arrangiamento" ED.Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica

"Gordon Delamont - Tecnica Moderna di Contrappunto" ED.Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica

"William Toutant - Armonia Funzionale, volumi I e II" ED.Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica

"Dick Grove - Concetti fondamentali di armonia moderna, parte 1 e 2" ED.Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica

"Bastien - Corso di pianoforte per adulti" ED.Rugginenti

Musicland, Steeve, Eidos, Gerolamo, Mariano e Luca@no.spam


13) Cerco libri/metodi sulla programmazione MIDI

- Introduction to MIDI/Synhtesis di Mattehhw Nicholl 1993 "Insieme di MIDI e di sintesi di base, per chi non sa proprio niente dell'uno e dell'altro"

- Synthesizers and Computers di Keyboard 11987 "Poca sintesi e molto computer, compreso GM. Datato ma sempre con dei concetti validi"

- Guitar Synth and MIDI da Guitar Player 11988 "Se siete chitarristi questo è un ottimo libro: introduce al MIDI, ai device, ai controller e alle tecniche esecutive"

- MIDI - Standard applicazioni e modi d'usso di E. Rotamartir Franco Muzzio Editore 1988 "Anche se le illustrazioni e i prodotti citati sono "vetusti", può essere una guida per chi vuol saperne di più sulla parola Midi e sulle sue applicazioni."

- MIDI computer immagine e suono di Perottti ed Jackson "Non è proprio una novità ma la sezione sul MIDI è ben fatta e abbastanza chiara."

LucA + Musicland e Massimo Tabai


14) Quali riviste parlano di tastiere?

Le riviste italiane che parlano di tastiere sono principalmente:

Strumenti Musicali - ED .Jackson http://www .strumentimusicali .jackson. it/

Cubase Magazine - http://www.cubasemagazine.it/

Vi sono molte altre riviste straniere e/o on-line un elenco lo puoi trovare alla pagina dei LINKS: http://steeve76.interfree.it/links.htm o anche partendo dal sito delle FAQ: http://www.geocities.com/tastiere/

Paolo Tramannoni, LucA e Steeve


15) Dove posso trovare suoni/patch/programmi per la mia tastiera?

Probabilmente puoi trovare qualcosa di interessante partendo dai link che puoi trovare qui: http://steeve76.interfree.it/links.htm o anche partendo dal sito delle FAQ: http://www.geocities.com/tastiere/


16) Vorrei ascoltare le "leggende della tastiera"; da chi inizio?

Un musicista dovrebbe conoscere la maggior quantita' di materiale musicale possibile. Abbiamo cercato di raccogliere un elenco il piu' possibile completo di cio' che i frequentatori di IAMST ritengono importante per la cultura musicale di un tastierista

Si e' cercato, per quanto possibile, di raggruppare i suggerimenti per genere / affinita':

Legenda: ?NomeGruppo (?NomeTastierista) - NomeCD (Anno) "Commento"

16a) --Rock/[Prog]--

Dream Theater (con Kevin Moore) - Images and Words (1992) "Segna, di fatto, la nascita del prog-metal. Tecnicamente spettacolare."

Dream Theater (con Jordan Rudess) - Scenes from a Memory (2000) "Rudess porta una ventata di freschezza nei DT. Tastiere Kurzweil (di cui è 'consigliere')"

Deep Purple (Jon Lord) Made in Japan (1972) "Imperdibile per i cultori dell' organo rock. 'Come usare l' Hammond' lezione N°1 "

Genesis (Tony Banks) - Trespass (1970) - Nursery Cryme (1971) - Foxtrot (1972) - Selling England By the Pound (1973) - The lamb lies down on Broadway (1974) "Direi che il complesso è esemplificativo di uno "stile" dove le tastiere lavorano con un fitto intreccio armonico."

YES (Rick Wakeman) - Fragile (1972) - Close to the edge (1972) - 90125 (1983, con Tony Kaye)

Rick Wakeman: -The Six Wives of Henry VIII (1973) A&M Reecords -Rick Wakeman's Criminal Record (1977) A&MM Records "Introvabili?"

Emerson Lake & Palmer (Keith Emerson) - Tarkus (1971) - Brain Salad Surgery (1973) - Works vol.1 (1977)

Pink Floyd (R. Wright): - Dark side of the moon (1973) - Wish you were here (1975) "Per i cultori di suoni analogici/Moog"

16b) --Elettronica--

Jean Michel Jarre - Oxygene (1976) - Waiting for Cousteau (1990) - Chronologie (1993) "Tre modi differenti in cui Jarre gestisce il rapporto fra 'tappeti sonori' e synth solisti."

Mark Isham (1983) - Vapor drawings "va' che ti va a combinare un trombettista alle prese coi synth..."

Tangerine Dream - Phaedra (1974) - Encore (1977) - Thief (1981) - White Eagle (1982) "Musica Elettronica con molti loop ripetitivi (a volte ossessivi) sui quali si sviluppano i temi."

Vangelis - Heaven and Hellv (1975) - Beauborg (1978) - Chariots of Fire (1981) - Direct (1988) - The City (1990) "Il signor Vangelis (greco di nascita, inglese e francese di adozione) ha cominciato a suonare negli anni '60 come gran capo e tastierista del gruppo "Aphrodite's Childs". Ha poi iniziato una carriera solista e compositore di musica per film. E' uno dei pochi compositori che riesce a mettere con una certa eleganza dei synth dentro a composizioni orchestrali."

16c) --Classico rifatto col synth--

Wendy Carlos (o Walter Carlos) - Swithed-on Bach (1969) Ed. CBS - Swithed-on Bach II (1970) Ed. CBS - The Well Tempered Synthesizer (1974) Ed.. CBS "Dischi ce ne sono molti in giro, ma sono quasi tutti spazzatura. Gli unici che ritengo non offensivi nei riguardi degli autori sono di Wendy Carlos, realizzati con Moog 3C"

Isao Tomita - Snowflakes are Dancing (1974) - Firebird (1975) - Picture at an Exhibition (1975) "Dello stesso filone di Wendy Carlos ma piu' "trasgressivi" alcuni dischi di Isao Tomita, principalmente eseguiti con Moog 3C e Roland System 700"

Don Dorsei - Bachbuster (1985) Ed. Telarc

Mandozzi - Bach-Hendel 300 (1985) Ed. Deutsch Grammmophone

16d) --Jazz--

Chick Corea Electric Band (Chick Corea) - Eye of the beholder (1988) - Inside Out (1990) "Jazz elettrico in tutti i sensi... "

Herbie Hancock - Dis is da drum (1994)

Lyle Mays - Lyle Mays (1986) "L'artefice di un buon 50% del suono del Pat Metheny Group nel suo splendido primo album solista"

Pat Metheny & Lyle Mays - As falls Wichita, so falls Wichita fallss (1981) "Avete presente gli ultimi venti minuti del film "Fandango"? La musica e' presa da qui' "

Keith Jarrett - The Koln concert (1975)

Bill Evans -The Village Vanguard session (1961)

Dave Grusin: - Mountain Dance (GRP 1980) "Splendido album 'direct to master', un DX7 in tutte le salse, pianoforte come solo Dave lo sa far cantare." - Harlequin (GRP, 1984) "Con Lee Ritenour" - The Gershwin Connection (GRP 1991) "Una rivisitazione funky fusion di alcuni fra i piu` bei motivi di G & I Gershwin. A scuola di improvvisazione pianistica..."

Weather Report (Joe Zawinul) -Heavy weather (1977)

16e) --Altro / Non catalogato--

Steely Dan - The Royal Scam (1976) "Un'incisione tecnicamente ineccepibile (considerata l'annata). Fender Rhodes chorused (e talvolta lievemente OD) sempre al centro del panorama stereo..."

Supertramp - Crime of the century (A&M 1974) "Un Wurl spendido e dinamicissimo in Bloody Well Right" - Breakfast in America (A&M 1979) "No comment" - Famous last words (A&M 1987) "Un album dimenticato, da ascoltare piu` di una volta per apprezzarne il mixdown perfetto e gli stupendi pianoforti acustici."

Donald Fagen - The Nigthfly (1982)

Jim Beard -Songs of the sun (1991) "grande fusion"

I titoli/autori sono stati suggeriti da vari partecipanti di it.arti.musica.strumenti tastiere


Appendice A) Glossario dei termini tecnici più usati

- Master keyboard

Tastiera concepita per controllare altre tastiere o moduli. Questo può voler significare suonare su una tastiera pesata (quella della masterkey appunto) un suono di pianoforte. Oppure suonare un expander (che da solo, senza tasti, poverino...). Oppure la comodità di avere _una_ tastiera e tanti expander, soluzione molto più compatta che avere tante tastiere. Oppure ancora dividere la tastiera della master (che spesso è da 76 o 88 tasti) in due o tre zone alle quali assegnare comodamente suoni diversi (comodo dal vivo). Infine occorre specificare che ormai la masterkeyboard non è più la classica tastiera _muta_ da _88 tasti_ _pesati_. Ne esistono pesate (come il pianoforte), semipesate, e non pesate. Esistono modelli da 3-4 ottave (da collegare al PC) oppure a 88 tasti. Esistono modelli capaci essenzialmente di emulare molto bene la pesatura del piano mentre altri sono progettati per controllare a distanza qualsiasi parametro degli strumenti collegati via MIDI. Infine esistono modelli con generatore sonoro integrato e altre senza. Insomma: esistono moltissimi tipi di master dedicate a tutti i tipi di tastieristi, dal pianista jazz che vuole avere 88 tasti pesati e suoni tastieristici inclusi, a quello che vuole spendere poco e registrare sul PC, a quello che vuole controllare cataste di expander, ecc

- Arranger

L'arranger è uno strumento elettronico computerizzato (che può avere una tastiera oppure no e può essere addirittura sotto forma di software per PC) capace di generare una sezione di accompagnamento in base all'accordo (o la nota) premuto e lo stile impostato.

- Sequencer

Apparecchio in grado di registrare eventi (ormai quasi esclusivamente MIDI). In pratica registra non il suono come farebbe un registratore, bensì i dati MIDI ovvero "quale nota", "con che dinamica", "quanto hai mosso il pitch bender", "quanto lo slider", ecc La comodità risiede nel poter modificare ogni evento a posteriori (una nota sbagliata, una "pitchata" troppo veloce...).

- Expander

Generatore sonoro senza "tastiera" (nel senso dei tasti "tipo pianoforte") Un expander viene solitamente prodotto nelle dimensioni "da rack" (482,5 (Larg.) x 44,5 (Alt.) mm) o multipli o sottomultipli. Questo consente di avere dimensioni standard e comode per posizionare lo strumento. Un expander deve essere pilotato da un controllore esterno, come una master keyboard o un sequencer. Cio' avviene solitamente tramite porte MIDI. La versione rack di uno strumento può anche differire in parte dalla versione a tastiera, per esempio nella quantità di input/output audio o dei tipi di generazione sonora supportati

- Work station

Tastiera che funge da stazione di lavoro, da studio completo. E' però una definizione da prendere con le pinze...una workstation è semplicemente una tastiera che -Genera un ampio numero di suoni -Possiede un sequencer per registrare -Possiede una tastiera per inserire le parrti. Inoltre le moderne workstation prevedono opzioni di campionamento (K2000), registrazione su HD (Trinity), arranger (serie G della Roland), sequencer grafici (Gem S2/3), ingressi per microfono, floppy drive per importare ed esportare suoni, ritmi, song.

- Aftertouch

L'Aftertouch è prima di tutto un controller MIDI codificato dallo standard MIDI. Per realizzarsi completamente necessita di una tastiera con una corsa dopo il punto di trigger, più o meno lunga secondo i modelli di meccanica di tastiera. In parole povere applicando una pressione ulteriore dopo che è stato prodotto il suono, puoi creare un segnale che controllerà uno o più parametri del synth o del device MIDI in grado di interpretarlo. Essendo un controllo, non esiste a priori uno schema di cosa controllerà l'aftertouch anche se in genere, per le tastiere che sono compatibili, sarà possibile modificare il volume piuttosto che il vibrato o il cutoff del filtro. Un synth o un device MIDI può trasmettere e/o ricevere l'aftertouch, basta guardare sulla tabella di implementazione MIDI. Esistono due varianti: l'aftertouch monofonico crea un segnale di controllo che sarà applicato a tutte le voci al momento attive, ed è quello più comune, oppure l'aftertouch polifonico che consente di applicare il controllo solo sulla voce del tasto da cui viene generato l'aftertouch. La differenza è notevole: nel primo caso il parametro controllato cambia per tutte le voci, applicando per esempio un vibrato globale, nel secondo ti consente di eseguire linee melodiche molto espressive senza per applicare la modulazione anche alle altre note suonate. Mentre molti synth permettono al ricezione dell'Aftertouch polifonico, a oggi le meccaniche con l'aftertouch polifonico sono pochissime. Tra tutti vanno citati i synth di Ensoniq che da sempre ne hanno fatto uso. Una terza via, sperimentata da Yamaha con SY99, è un Aftertouch monofonico in trasmissione MIDI, ma in realtà si comporta quasi con un Aftertouch polifonico selezionando la zona di tastiera che reagirà a questo controllo. Un ibrido, insomma. La comodità d'uso dell'aftertouch dipende dalla qualità della tastiera, molte infatti hanno una corsa così breve da renderlo quasi uno switch, e dalle capacità di esecuzione del musicista. Di certo permette di non togliere le mani dalla tastiera per usare la Modulation Wheel.

- Trigger(are)

Trigger è praticamente un segnale che attiva qualcos'altro, cioè ha le funzioni di un interruttore. Arriva dai tempi dei modulari dove la tastiera emetteva un segnale per far partire il suono. Per estensione quando tu suoni la tastiera non fai altro che triggerare (che termine tristissimo!!) il generatore timbrico. Potresti farlo anche via MIDI, o con l'arpeggiatore ecc ecc. Per i campioni vale lo stesso concetto: quando sono assegnati a una nota, suonando la stessa nota non fai che attivare la riproduzione di questi campioni. In questo caso la tastiera funziona solo come fosse un parco di 61/76/88 interruttori singoli

- Loop

Il loop e` una tecnica che consente di risparmiare memoria riducendo la grandezza del sample, senza per questo ridurne la durata.

Il principio su cui si basa e`, per sommi capi, questo: l'andamento dell'inviluppo di un suono ha una zona centrale, quella del sustain nella catena ADSR, che puo` essere riprodotta da un frammento del sample, appositamente apporzionato, e ripetuto continuamente fino al rilascio (note off) del tasto.

Attenzione, pero`, a non confondere l'inviluppo del sample con quello del program realmente eseguito. Infatti, looppando la parte centrale di un sample di piano, si ottiene l'innaturale effetto di un sustain che non decade; pertanto si e' costretti a "rinaturalizzare" il programma finale facendo passare il sample attraverso un tradizionale ADSR, cosi` da far decadere il suono nella maniera corretta.

Praticamente tutti i moduli a wavetable sfruttano questa tecnica. In molti casi si ottiene una imitazione piuttosto realistica o, comunque, gradevole.

- DSP

Digital Signal Processor, o processore digitale di segnale. Si tratta di chip progettati per elaborare segnali (audio, video, radar, onde sismiche...). Nelle tastiere è un DSP il generatore sonoro. È generalmente assente nei computer (dove il suo compito e' svolto dal processore) anche se può essere generalmente aggiunto mediante schede. I DSP che si trovano negli strumenti musicali sono in genere ottimizzati per il tipo di sintesi che devono produrre. Ad esempio, il DSP puo' avere implementato in hardware dei filtri passa-basso o passa-alto che mi servono per la mia particolare sintesi. Avere questi algoritmi gia' implementati all'interno del DSP puo' velocizzare enormemente le operazioni. Altri DSP, invece, sono completamente programmabili; nel senso che il codice che implementa gli algoritmi di sintesi puo' essere caricato nella memoria del DSP, in modo da farlo funzionare come si preferisce. Sono in pratica dei generici "processori aggiuntivi" che vengono usati solo per le operazioni audio.

Steeve, LucA, Sandro Binetti e Paolo Tramannoni


Appendice B) LINKS

Una gran quantita' di link interessanti li trovi qui: http://steeve76.interfree.it/links.htm o anche partendo dal sito delle FAQ: http://www.geocities.com/tastiere/


Appendice C) Norme base sull'uso dei NewsGroup

C1) La metafora del BAR

Conoscete la metafora del BAR? I Newsgroup sono come un bar... hanno pero' una particolarita': In ognuno di questi bar le persone sono molto "noiose" poiche' hanno deciso di parlare sempre di uno stesso argomento. Fuori da ogni bar c'e' appeso un cartello con scritto di cosa si discute all'interno. I cartelli di tutti i bar sono raccolti anche qui: http://www.news.nic.it/gruppi-it.html

Le norme di buona educazione sono quelle che avresti se entrassi in un vero BAR come quello appena descritto. Una versione piu' completa della Netiquette sui Newsgroup la puoi comunque leggere qui: http://www.inferentia.it/netiquette/dis.html

C2) HTML e Testo

Sui NewsGroup si posta (ovvero si mandano messaggi) in formato TESTO. Mandare post in HTML e', oltre che inutile, ritenuto maleducato dai frequentatori dei NewsGroup. In piu' e' dannoso anche per chi il messaggio lo manda; infatti molti News Server anche importanti filtrano (non fanno passare) i messaggi in HTML. La stessa cosa fanno alcuni News Reader. La conseguenza di questo e' che NON TUTTI potranno leggere il messaggio che e' stato mandato in HTML Se usi Outlook controlla in: Strumenti -> Opzioni -> Invio -> Formato invio news -> e imposta "Testo Normale".

C3) Quoting

(ovvero come ti riporto il messaggio a cui rispondo) Il modo CORRETTO di riportare il post a cui si risponde e' semplice: 1- Tagliare le parti inutili 2- Riportare SOLO il pezzo a cui si risponde 3- Rispondere SOTTO alla parte riportata 4- Firmare in fondo al post

es. ======== > penso che il JP8000 abbia una tastiera troppo "gommosa" e che

Io ho un JP8000 e penso che la tastiera sia adatta all'uso per cui e' pensato quel synth ...

> quella dell' Oberheim MC3000 sia molto meglio.

Ma scusa tu suoneresti un synth con una tastiera PESATA???

Gerolamo ========


Appendice D) Quegli strani simboli

Chi si affaccia per la prima volta sul mondo dei NewsGroup potrebbe trovarsi spaesato da una serie di sigle e simboli a prima vista incomprensibili. Riportiamo i più comuni.

Sigle: NG: NewsGroup, Gruppo di discussione OT: Off-Topic, ovvero fuori tema rispetto al manifesto del NG IT: In-Topic, il contrario di OT!! IMO / IMHO: In My (Humble) Opinion, ovvero "secondo me" Thread: L'insieme di tutte le risposte ad un articolo Un elenco completo dei TLA lo si può trovare su: http://www.bio.unipd.it/local/internet_docs/tla.html

Simboli: :) oppure :-) faccia che ride, sto scherzando :( oppure :-( faccia triste, sono triste Un elenco completo degli Smiley lo si può trovare su: http://www.bio.unipd.it/local/internet_docs/smiley.html